ita | eng | chi
Elenco news

LE PROPOSTE DEL POLIECO SUI CAM SUL SERVIZIO DI GESTIONE DEGLI RSU

Riciclo ed Economia circolare

Urge condividere criteri di premialità per i produttori che investono in innovazione tecnologica favorendo l’utilizzo di plastica riciclata, di cui si conosce la provenienza e le modalità di riciclo, e la tracciabilità dei rifiuti.

Nell’ambito del processo di adeguamento dei Cam sul servizio di gestione rifiuti solidi urbani, già pubblicato sulla G.U. n. 58 dell’11 marzo 2014, promosso dal Ministero dell’Ambiente, il PolieCo ha coinvolto gli associati, che si sono dichiarati disponibili, per favorire la proposizione, nel tavolo di lavoro ministeriale, di soluzioni e prodotti che favoriscano la reale applicazione della cd “economia circolare”, con particolare riferimento all’utilizzo dei beni in polietilene riciclato.

In particolare il Consorzio ha ricevuto numerose proposte per due tipologie di prodotti utilizzati nei servizi di gestione dei rifiuti solidi urbani: i contenitori e i sacchi per la raccolta differenziata e indifferenziata dei rifiuti urbani.

Le proposte sono state presentate oggi al Ministero dell’Ambiente, nell’ambito di una riunione organizzata per condividere soluzioni tecniche e innovazioni tecnologiche finalizzate a favorire l’utilizzo di polietilene rigenerato per la produzione di beni utilizzati nei servizi di gestione degli Rsu e a favorire strumenti innovativi come quelli della identificazione dei produttori dei rifiuti mediante l’utilizzo di microchip nei contenitori e nei sacchi.

Si è condiviso, peraltro, la necessità di garantire il rispetto delle norme tecniche sulle percentuali di polietilene riciclato nella produzione dei contenitori e dei sacchi, atteso che, ad oggi, non esiste alcun sistemi di verifica ex post sulla percentuale di riciclato nel bene utilizzato: il PolieCo ha proposto al Ministero dell’Ambiente di scrivere una Regola di Prodotto che fosse in grado di attestare il rispetto dei limiti che saranno previsti nei Cam in revisione.

Il PolieCo ha proposto anche l’adozione di punteggi premianti per le imprese che aderendo a questa Regola di Prodotto, si impegnassero a utilizzare polietilene proveniente dalla raccolta differenziata urbana o favorissero il reso del bene a fine vita al produttore.

In questo modo, secondo il PolieCo si andrebbe a compiere un doveroso distinguo fra coloro che producono, in Italia o in Europa, secondo norme precise a tutela dell’ambiente e del lavoro, anche assumendosene i costi, e coloro che importano un prodotto, magari anche riciclato, ma di cui si ignora la storia di partenza.

Non si tratta di escludere qualcuno – spiega la Direttrice del PolieCo, Claudia Salvestrinisemplicemente di riconoscere, magari con un sistema di punteggio, il lavoro di coloro che si attengono alla tracciabilità vera dei propri prodotti a partire dal rigenerato”.

Tale proposta – prosegue la Direttrice – si rende moralmente necessaria perché altrimenti si continua solo a parlare di economia circolare senza incentivare realmente il riciclo e, in particolare, il riciclo nazionale”.

Il PolieCo, quindi conferma il proprio impegno per l’incentivazione del riciclo e per il reale monitoraggio dell’intera filiera di un prodotto “dalla culla alla tomba”.

Non solo – aggiunge la Direttrice Salvestrini – occorre impegnarsi affinché sia adeguatamente riconosciuto non solo il riciclo e il riutilizzo, ma soprattutto che la produzione industriale privilegi il monomateriale. Questo perché a parità di rigenerato un manufatto realizzato con un solo polimero è comunque più facilmente riciclabile rispetto ad un manufatto analogo realizzato con plastiche eterogenee”. “Per quest’ultimo – conclude la Salvestrini - il suo termine ultimo non potrà che essere la discarica o la termovalorizzazione”.

 

Foto
  • LE PROPOSTE DEL POLIECO SUI CAM SUL SERVIZIO DI GESTIONE DEGLI RSU