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Università di Pisa: “Buste compostabili disperse scorrettamente in ambienti costieri potrebbero provocare alterazioni alla vegetazione costiera”

Trefiletti annuncia esposti all’Antitrust e alla Procura della Repubblica a tutela dei cittadini

Al Forum PolieCo sull’economia internazionale dei rifiuti, promosso a Ischia, è intervenuta oggi la ricercatrice presso l’università di Pisa, dottore di ricerca in Scienze ambientali, Elena Balestri, che ha presentato i risultati di uno studio in merito agli effetti sulla vegetazione delle buste compostabili disperse nell’ambiente costiero.

Recentemente sono state immesse in commercio nuove tipologie di buste, certificate come biodegradabili - compostabili e i cui vantaggi sull’uso in termini di sostenibilità e di salvaguardia dell’ambiente marino sono stati oggetto di una grande campagna mediatica”, ha detto Balestri.

Le buste compostabili sono state progettate per essere conferite al termine del loro ciclo di vita agli impianti di compostaggio industriale, lì “ dove vengono sottoposte - ha spiegato la ricercatrice - a una serie di trattamenti e specifiche condizioni chimico/fisiche e biologiche, condizioni che difficilmente si riscontrano negli ambienti naturali”.

Gli studi effettuati da Balestri, hanno dimostrato che “alcuni tipi di buste biodegradabili - compostabili, se disperse nell’ambiente marino, si degradano più lentamente di quanto osservato negli impianti di compostaggio e potrebbero alterare lo sviluppo di specie vegetali e poiché nei prossimi decenni è previsto un consistente aumento della produzione di buste compostabili, l’impatto ecologico causato dalla possibile introduzione, accidentale o deliberata, di questi oggetti negli ambienti costieri è fonte di crescente preoccupazione da parte della comunità scientifica”. Durante il suo intervento, Balestri ha osservato un deterioramento della busta, in termini di perdita di peso, dopo sei mesi in ambiente naturale.

I risultati dei nostri studi dimostrano che le buste compostabili potrebbero alterare alcune variabili chimiche e fisiche dell’acqua e del sedimento marino rilevanti per le piante, quali pH, salinità e ossigeno. Inoltre non è escluso che possano rilasciare nell’ambiente composti chimici organici. In conclusione, la certificazione di biodegradabilità/compostabilità non esclude che buste ed altri oggetti monouso possano avere un impatto sugli organismi vegetali e sugli ecosistemi costieri, se immessi scorrettamente nell’ambiente”.

Lo studio si riferisce ovviamente all’immissione delle buste compostabili in circuiti non regolari di smaltimento e sarà seguito da ulteriori approfondimenti

Trefiletti del Centro Consumatori Italia

In sala, presente al Forum PolieCo, Rosario Trefiletti, presidente del Centro Consumatori Italia, che dopo aver ascoltato la relazione di Balestri, ha annunciato: “A tutela dei cittadini, costretti da una norma ad acquistare i sacchetti compostabili, presenterò un esposto all’Antitrust per pratiche commerciali scorrette e alla Procura della Repubblica qualora dovessero sussistere fatti di rilevanza penale”.

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