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Riciclo plastica e valorizzazione del CSS, Salvestrini: "L'Economia Circolare non ammette paradossi"

Riciclo plastica e valorizzazione del CSS, Salvestrini: "L'Economia Circolare non ammette paradossi"

mercoledì 21 ottobre 2026/Categorie: News, Comunicati stampa, Il Direttore - C.Salvestrini

“Semplificare le norme per l’utilizzo del combustibile solido secondario – CSS nei cementifici non è un vero traguardo ambientale e se tende a risolvere questioni emergenziali nell’immediato, non scioglie i nodi che perdurano nel settore italiano del riciclo e della produzione con rigenerato di qualità che pure ha al suo attivo punte di eccellenza”.


Così Claudia Salvestrini, Direttrice Generale del PolieCo - Consorzio nazionale per il riciclaggio di rifiuti di beni in polietilene nel commentare il D. L. 8 ottobre 2026, n. 177 recante «Disposizioni urgenti per il rafforzamento delle istruttorie ambientali, la gestione dei problemi climatici, l’economia circolare e le bonifiche», entrato in vigore il 9 ottobre e che introduce importanti semplificazioni per l’utilizzo del CSS e chiarisce le condizioni alle quali l’impiego di tale CSS  in sostituzione dei combustibili tradizionali non costituisce modifica sostanziale dell’autorizzazione integrata ambientale, introducendo un meccanismo di silenzio-assenso.

“Attenzione – rimarca la DG a pochi giorni dall’avvio della più importante manifestazione nazionale dedicata alla green, alla blue e alla circular economy – non si tratta di essere contro la valorizzazione energetica tout court, ma di comprendere che puntare su un combustibile di questo tipo si traduce nella sottrazione di ingenti quantità di rifiuti plastici alla filiera del riciclo, senza, peraltro, incidere sulle criticità che già vivono gli imprenditori: concorrenza sleale di chi effettua traffici illeciti all’estero con la logica del dumping ambientale (che determina un costo di mercato del granulo rigenerato made in Italy meno appetibile); aumento dei costi energetici ed eterogeneità dei materiali raccolti”.

Salutare questo provvedimento come risolutivo di una problematica legata alle quantità di rifiuti prodotti significa divergere dai traguardi dell’economia circolare secondo la Salvestrini, perché, spiega: “occorre ricordare che nella gerarchia dei rifiuti il recupero energetico c’è, ovviamente, ma solo dopo riduzione, riuso e riciclo”.

“Non è un caso che lo stesso Legislatore nazionale abbia messo in campo, nel tempo, diverse iniziative per favorire l’utilizzo di materia prima riciclata, non ultima il Marchio “Made Green in Italy” istituito dal MASE per qualificare e valorizzare i prodotti italiani a ridotto impatto ambientale, e basato su parametri scientifici e verificabili e che, tra l’altro, con riferimento al cosiddetto Green Public Procurement, offre notevoli opportunità alle Stazioni appaltanti per rendere più efficaci e trasparenti le procedure di acquisto pubblico green”.

“Inoltre, abbattere i costi di selezione e trattamento finalizzati a rendere più omogenei i materiali destinati a diventare plastica riciclata implica orientare il modello di gestione dei rifiuti sulla direzione della qualità, piuttosto che sulla quantità per consentire agli impianti di riciclo di ridurre gli scarti e ottimizzare la produzione”.

Ma tutto questo, conclude la DG PolieCo: “sembra coniugarsi poco con la scelta di semplificare l’utilizzo del CSS negli impianti produttivi”.

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