Il recente allarme lanciato da Utilitalia sulle difficoltà che stanno interessando il settore del riciclo della plastica richiama l'attenzione sulla necessità di rafforzare l'intera filiera della raccolta e del recupero dei materiali, puntando su qualità dei flussi, tracciabilità e collaborazione tra tutti gli attori coinvolti.
“La crisi che sta vivendo il comparto del riciclo rappresenta un campanello d'allarme che non può essere ignorato. Occorre intervenire con una visione di sistema, favorendo una gestione sempre più efficiente dei rifiuti e valorizzando le materie che possono essere reimmesse nei cicli produttivi”, afferma Claudia Salvestrini, direttrice generale del consorzio nazionale dei rifiuti dei beni in polietilene Polieco.
Proprio in questa direzione si inserisce il percorso di collaborazione avviato da Polieco e Utilitalia con l'accordo di programma sottoscritto nel 2023, nato per promuovere la corretta gestione dei rifiuti derivanti da beni in polietilene e rafforzarne il recupero attraverso azioni condivise rivolte alle imprese, ai gestori dei servizi pubblici e alle istituzioni. L'intesa prevede infatti iniziative finalizzate a migliorare la tracciabilità dei rifiuti, promuovere attività di informazione e sensibilizzazione lungo la filiera e sviluppare strumenti di monitoraggio dei flussi avviati a recupero.
“Quando abbiamo sottoscritto l'accordo con Utilitalia avevamo ben chiara la necessità di costruire un modello capace di intercettare una quota sempre maggiore di beni in polietilene e di accompagnare gli operatori verso pratiche di gestione più efficaci. Oggi, alla luce delle criticità evidenziate dalla Federazione, quel percorso appare ancora più attuale e necessario”, prosegue Salvestrini.
Secondo Polieco, la risposta alle difficoltà del mercato del riciclo non può limitarsi alla gestione dell'emergenza, ma deve tradursi in un rafforzamento strutturale della filiera attraverso una maggiore qualità della raccolta differenziata, una più efficace intercettazione dei materiali riciclabili e una crescente cooperazione tra consorzi, imprese dei servizi pubblici locali e istituzioni.
“L'economia circolare si costruisce attraverso alleanze, responsabilità condivise e strumenti concreti. Solo così si può trasformare una fase complessa in un'opportunità di miglioramento per l'intero sistema del riciclo”, conclude Salvestrini.