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Polieco Informa

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giovedì 27 ottobre 2016/Categorie: Sentenze

Il Tribunale di Roma ha reso una nuova sentenza in relazione alla controversa definizione di imballaggio, dichiarando assoggettabili a tale categoria “i contenitori, le casse e i pallet in plastica per uso industriale” (sentenza 13 ottobre 2006, n. 19252, Giudice monocratico Dott. Luigi D’Alessandro, Ottava Sezione Civile).
La sentenza, che si inserisce nel contrasto giurisprudenziale sulla definizione di imballaggio, offre una lettura suggestiva della normativa italiana e delle Direttive UE.
I legali del Consorzio PolieCo – ma anche dell’azienda privata, direttamente oggetto delle pretese economiche del Conai – osservano che proprio tale particolarità di interpretazione, pone la decisione, al di fuori degli argomenti contrapposti che hanno determinato il contrasto giurisprudenziale in essere sulla materia.
Da ciò la necessità di un’urgente impugnativa per ricondurre il ragionamento nell’esatta dimensione ordinamentale.
Con l’appello si potrà anche censurare e superare una suggestione data da un passaggio della decisione, dove si trae spunto dalla richiesta di remissione alla Corte Europea per argomentare che, evidentemente, il Consorzio PolieCo ritiene che in base alla “normativa nazionale, la controversia dovrebbe essere risolta in favore del Conai”.
Concetto assolutamente non vero, perché non abbiamo dubbi che i beni oggetto di quella controversia, costituiscono, sia con riguardo alla normativa nazionale se correttamente interpretata, sia con riferimento alle Direttive UE, beni strumentali concretamente utilizzati nella logistica e nella movimentazione di magazzino e nelle linee di produzione ad uso duraturo e non già contenitori che accompagnano le merci nella fase di commercializzazione e che non possono considerarsi imballaggio, non avendone in concreto la funzione tipica.

Consorzio Polieco
Settore Legale

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