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Inchiesta Greenpeace su plastiche compostabili, PolieCo: “Allarme per il riciclo meccanico”

Inchiesta Greenpeace su plastiche compostabili, PolieCo: “Allarme per il riciclo meccanico”

mercoledì 18 maggio 2022/Categorie: Comunicati stampa, Il Direttore - C.Salvestrini

“Siamo preoccupati per il danno che potrebbe essere arrecato all’ambiente e per le conseguenze sul riciclo meccanico della plastica tradizionale”: l’allarme lo lancia il consorzio nazionale dei rifiuti dei beni in polietilene PolieCo, commentando l’ultima inchiesta condotta dall’Unità investigativa di Greenpeace Italia. Secondo le indagini svolte da Greenpeace, i rifiuti da plastiche compostabili finiscono soprattutto in discariche e inceneritori e quando giungono negli impianti di riciclo delle plastiche, purtroppo in modo molto frequente, provocano problemi serissimi.

Nell’inchiesta pubblicata, c’è un focus dal titolo ‘La plastica compostabile può rovinare la filiera della plastica tradizionale’ e il rischio di compromettere un sistema collaudato di economia circolare viene fortemente evidenziato. “La lettura dell’inchiesta segue di pochi giorni la pubblicazione dello studio del Cnr, che aveva indicato come anche le bioplastiche si degradino lentamente nell’ambiente, e di certo, al di là di facili conclusioni o generalizzazioni, diventa sempre più impellente l’esigenza di un atteggiamento cauto, soprattutto se per rincorrere alternative si rischia di ostacolare il riciclo meccanico”, afferma la direttrice del PolieCo Claudia Salvestrini.

Per Salvestrini “bisogna chiedersi se effettivamente nuovi materiali alternativi alla plastica siano la panacea di ogni male e stare attenti ad esaltarne alcuni demonizzandone altri”.

L’accento sul ricorso spinto al monouso favorito dall’impiego di plastiche compostabili è ben evidente nell’inchiesta di Greenpeace. “E’ questo un altro aspetto importante su cui riflettere, viste le linee guida dell’Europa che ci spingono verso la riduzione dei rifiuti e il riutilizzo”, afferma Salvestrini.

Anche l’uso delle bioplastiche in agricoltura, viste le incertezze sulle condizioni di degradazione e anche, purtroppo, la presenza sul mercato di materiali provenienti da circuiti illegali e dunque inottemperanti alla normativa sul tema, per il PolieCo deve essere analizzato, approfondito e trattato con prudenza.

“Siamo da sempre favorevoli alla ricerca e allo studio di materiali maggiormente ecocompatibili, che possano essere immessi su un mercato dove c’è spazio per prodotti diversi, ma – afferma Salvestrini - è giusto osservare che ogni studio di ricerca, ogni inchiesta giornalistica portano in sé un metodo e un’esperienza che di certo devono essere tenuti in considerazione, nel rispetto dell’evoluzione richiesta dai percorsi di conoscenza, quantomeno per non dare mai nulla per scontato.  Quando si parla di ambiente e della sua salvaguardia, la prudenza è d’obbligo”.

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